Nel 1949, Ahmed Zahana aderì al Movimento per il Trionfo delle Libertà Democratiche (MTLD). Il suo dinamismo non tardò ad attirare l'attenzione della polizia francese che lo arrestò il 2 marzo 1950. Fu condannato dalla giustizia coloniale a tre anni di prigione e tre anni di viaggio. divieto. Dopo il rilascio riprese l'attività politica con lo stesso ardore del passato e partecipò ai preparativi per lo scoppio della guerra di liberazione nazionale. La notte del 1° novembre 1954, organizzò con un gruppo di patrioti l'attacco contro il posto di guardia forestale di Orano. L'11 novembre dello stesso anno, a seguito di uno scontro mortale nel corso del quale rimase anche ferito, a Gharboudjlid, venne fatto prigioniero e portato prima all'ospedale, poi nel carcere di Oran. Provato sommariamente e condannato a morte, fu il primo martire dallo scoppio della guerra di liberazione nazionale a salire sul patibolo, il 19 giugno 1956, nel carcere di Barbarousse, sulle alture di Algeri. La sua esecuzione, così come quella di Ferradj, era stata richiesta a gran voce dagli ambienti cosiddetti "ultra" colonialisti, che ne facevano motivo di soddisfazione. Ma l'evento suscitò nell'opinione algerina un movimento di rabbia così potente che non tardò molto a sfociare in una serie di azioni anticolonialiste. Fu questo clima di effervescenza che preparò la strada alla battaglia di Algeri. La sinistra ghigliottina con cui furono giustiziati Ahmed Zabana e tanti altri mujaheddin si trova nel Museo Centrale dell'Esercito di Algeri.












