Museo di Bordj Moussa

Ospitato in un forte spagnolo del XVI secolo, il Museo di Bordj Moussa unisce la storia di Bugia a collezioni archeologiche e artistiche. L’edificio, che fu anche caserma e prigione, è parte integrante della visita: permette di leggere le trasformazioni di una roccaforte mediterranea divenuta luogo di conservazione.

Dal forte al museo

Il monumento cambia funzione e nome con il susseguirsi delle occupazioni. Utilizzato in epoca ottomana, passa ai francesi nel 1833 e assume il nome di forte Barral. La mappa del patrimonio culturale ne colloca nel 1987 la destinazione museale; le schede di visita indicano invece il 1989 per l’avvio dell’attività come museo. Questi due riferimenti riguardano dunque fasi diverse della sua riconversione.

Gli spazi antichi non sono scomparsi dietro le vetrine. La guida Petit Futé segnala, in particolare, una sala di lettura allestita in una cisterna a volta: un esempio di riutilizzo che invita a osservare i volumi e le funzioni del forte tanto quanto gli oggetti presentati.

Archeologia e pittura

Le collezioni riuniscono reperti preistorici, tra cui ritrovamenti della grotta Ali Bacha, e testimonianze delle epoche romana e hafside. Inseriscono così Bugia in una storia molto anteriore alla fortezza spagnola. Nella descrizione del museo figurano anche raccolte di storia naturale, in particolare uccelli e insetti africani.

La pittura offre un’altra chiave di lettura del territorio. Le opere di Émile Aubry evocano i paesaggi della Cabilia e gli abitanti della regione all’inizio del XX secolo. La raccolta presentata comprende anche pittori algerini contemporanei, tra cui Tabekouch e Farès. Questa varietà distingue Bordj Moussa da un semplice museo militare: il percorso mette a confronto le tracce materiali della città, il suo ambiente e gli sguardi degli artisti sulla Cabilia.

Indirizzo e contatti

Città o località
Béjaïa
Indirizzo pubblicato
Place du 1er-Novembre, Béjaïa
Telefono
+213 34 22 14 81

Questo numero è pubblicato nella scheda del museo su Petit Futé. La sua presenza in questo elenco non ne conferma, da sola, l'attuale operatività.

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Fonti e aggiornamento